Okapi

Animale endemico delle foreste nella Repubblica Democratica del Congo, più precisamente della foresta pluviale dell’Ituri, riserva faunistica e patrimonio dell’umanità secondo l’UNESCO, appartiene, insieme alla giraffa, alla famiglia Giraffidae e sono di essa gli unici membri non estinti oggi.
L’okapi è classificato dall’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) come una specie in pericolo, infatti non vi è certezza di quanti esemplari in natura esistano, questo dovuto in parte a causa della loro natura elusiva; gli scienziati estimano però che il loro numero sia stato dimezzato drasticamente negli ultimi due decenni, ipotizzando che gli esemplari in natura siano attorno ai 3000.
Il rischio maggiore per gli okapi non è però il loro predatore naturale, il leopardo, bensì l’avanzata degli insediamenti umani che stanno gradualmente portando alla perdita del loro habitat, alla caccia illegale per la loro pelle e la loro carne, insieme alle intensive attività minerarie illegali.
Infatti il declino del numero di esemplari è altamente legato all’aumento sempre maggiore della violenza e povertà portato dai conflitti in Congo. La presenza di militari e ribelli armati rende estremamente difficile, se non impossibile, il rinforzo delle regole create per proteggere l’animale nazionale.
Per conservare l’habitat e gli okapi è stato quindi fondato già nel 1987 l’Okapi Conservation Project che opera tutt’oggi (nonostante un violento incidente causato da un gruppo di bracconieri avvenuto nel 2012), il loro sforzo è motivato dalla salvaguardia del ricco ecosistema che regola il clima e precipitazioni dell’ Africa e di conseguenza all’equilibrio climatico mondiale, proteggendo 13.700 km2 di foresta pluviale.
L’Okapi Conservation Project sottolinea anche l’importanza nel preservare la biodiversità della Repubblica democratica del Congo e la sua eredità culturale, la perdita dell’okapi comporterebbe la perdita di un mammifero che ha vissuto sulla terra per circa 7 milioni di anni e uno dei pochi rimanenti della famiglia Giraffidae.
Inoltre dal 2002 diventa simbolo della nota stazione radio creata dal MONUC (United Nation Mission in the Democratic Republic of Congo) che opera nell’area e che fornisce all’intera popolazione urbana notizie in francese, lingala, kituba, swahili e tshiluba.



L’illustrazione riportata sulla cartolina raffigura un okapi che mostra i suoi caratteri principali: il lucido manto marrone, oleoso, che lo rende impermeabile; le striature più accentuate sulle zampe posteriori che gli rendono facile nascondere la sua sagoma nella fitta vegetazione ed infine una lunga lingua bluastra che gli permette di avvicinare a sé rami e boccioli.
L’animale è rappresentato in un ambiente incerto, buio, eppure florido, conferendo così un aura di mistero.
Si trova da solo in una posa statuaria ma fiera con il capo alzato verso l’alto, con sforzo tenta di avvicinare la lingua non alle risorse forestali che lo sfamano, ma ad una stella. Una stella che vuole puntare una luce di speranza verso al futuro incerto della preservazione della specie.
L’okapi e la sua storia sono un simbolo di resistenza, di sforzo di una comunità che continua a persistere e proteggere le foreste che le accolgono, mantenendo la testa alta nella speranza che un futuro luminoso non sia solo un sogno lontano ma un realtà concreta.